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Pubblicato in: Italian pills, level A2+

I pronomi indiretti

grammarita

I pronomi si usano per parlare di una persona, un animale o una cosa senza ripetere il suo nome.

I pronomi possono essere diretti o indiretti.

I pronomi indiretti rispondono alla domanda: a chi? a che cosa?

Si chiamano indiretti perché usano la preposizione A.

 

Pronomi indiretti:

mi= a me

ti= a te

gli= a lui

le= a lei

ci= a noi

vi= a voi

gli= a loro

esercizio #1

Cosa hai detto oggi a Paolo?

__________________________________________________

Quando hai parlato ad Alessia l’ultima volta?

__________________________________________________

Ti posso chiedere una cosa?

__________________________________________________

Ai tuoi amici piace andare al cinema?

__________________________________________________

A voi interessa studiare italiano?

__________________________________________________

#2 Completa il messaggio con i pronomi indiretti adatti:

Ciao Virginia,

come stai? Spero bene!

Mia madre ____ ha detto che _____ ha chiamato, ma purtroppo non ero in casa.

Per adesso sono a Siena per un congresso e ci resterò per tutta la settimana.

Sai, qui a Siena ho incontrato una vecchia compagna di scuola, Clara, te la ricordi?

Ieri sera siamo uscite insieme, è venuta a prender____ in hotel e siamo andate alla festa di compleanno del suo amico Giulio.

Dato che lui ama viaggiare, come regalo ______ hanno fatto una cosa bellissima… un biglietto aereo “aperto” che meraviglia!!!

Ovviamente è costato molto, ma per fortuna erano in tanti a far____ il regalo.

E tu?

Sei tornata dalle vacanze?

Appena torniamo entrambe a palermo sentiamoci, e magari _____ vengo a prendere e andiamo a bere qualcosa insieme.

Non vedo l’ora di riveder____!

A presto,

Maria

Domande di comprensione:

-Di chi è il compleanno?

-Che regalo hanno comprato?

-Chi è andata in vacanza?

– dove si trova Maria

 

#3 Diretto o Indiretto?

Sai se Luisa ha letto il libro che _____ ho prestato? No, non ____ ha ancora letto

Hai chiamato il medico? No, ______ chiamo domani.

Secondo te a Marco può interessare venire al cinema stasera? Secondo me _____ interessa moltissimo!

Hai assaggiato la torta che ho preparato? No, _____ mangio più tardi!

Paolo ha invitato anche Andrea e Alessia alla festa? Si, _____ ha invitati

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L’armistizio dell’8 settembre 1943

 

Settantasei anni fa il generale Badoglio proclamava la resa dell’Italia verso le potenze Alleate. Da quel giorno si aprì una nuova fase di guerra civile combattuta in un Paese spaccato a metà.

 

L’8 settembre del 1943 il Regno d’Italia si arrendeva agli Alleati, ma la Seconda Guerra Mondiale era ancora lontana dalla sua tragica conclusione. Da quel giorno infatti il Paese si spaccò in due: il Regno del Sud, presidiato dalle forze americane ed inglesi e la neonata Repubblica di Salò a Nord, dove però le forze fasciste erano ormai una pedina nelle mani della Germania nazista.

I FATTI

Dopo la caduta del fascismo avvenuta il 25 luglio 1943 e l’arresto di Benito Mussolini, ormai ex-capo assoluto del Governo, l’Italia era ormai un Paese in rovina e già invaso dalle truppe americane che erano sbarcate in Sicilia.

Il nuovo Governo che si era venuto a formare, presieduto dal generale Pietro Badoglio, si trovò dunque a dover fronteggiare una situazione molto complicata: con gli Alleati già in avanzata da Sud e un esercito allo sbando, la resa sembrava l’unica strada percorribile.

Dopo settimane di trattative e di contatti con le forze americane guidate dal generale Eisenhower, il 3 settembre 1943 l’Italia firmò quindi a Cassabile (vicino a Siracusa) l’armistizio che avrebbe dovuto porre fine alla guerra.

Tale armistizio però venne diffuso da Badoglio (il famoso “Proclama Badoglio”) solo l’8 settembre e quindi è in tale data che la resa divenne ufficiale.

LE CONSEGUENZE

Con il trattato dell’8 settembre l’Italia sarebbe dovuta uscire dalla Seconda Guerra Mondiale, ma in realtà proprio da quella data si aprì una seconda fase del conflitto ancora più tragica e dolorosa della precedente.

Subito dopo la proclamazione dell’armistizio, il Re Vittorio Emanuele III fuggì a Brindisi per allontanarsi da Roma e dalle truppe tedesche, lasciando il Paese stordito e senza guida. In pochi infatti si aspettavano una simile resa e persino l’esercito, che in molte zone di guerra era ancora al fianco della Wermacht (le forze armate tedesche), rimase interdetto e senza chiare direttive sul da farsi.

I TEDESCHI ERANO NEMICI O NO?

In questa situazione caotica le truppe naziste non stettero a guardare e in pochi giorni occuparono i centri strategici dell’Italia centrale e settentrionale, trasformando l’Italia in un nuovo fronte bellico.

Pochi giorni dopo il proclama Badoglio poi, il 12 settembre 1943 una squadra di paracadutisti tedeschi liberò Mussolini dalla sua prigionia sul Gran Sasso.

Mussolini e poté quindi scappare a Nord e fondare la Repubblica Sociale di Salò, un nuovo stato fascista che comprendeva il Nord e Centro Italia. Di fatto però il Duce baldanzoso e autoritario non esisteva più: la Repubblica di Salò era uno stato-fantoccio nelle mani di Hitler e degli occupanti tedeschi.

Dal 1943 iniziò quindi una guerra civile tra due Italie divise: quella fedele al Fascio (e ai tedeschi) e quella decisa a liberare il Paese insieme agli Alleati.

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Il verbo Andare e le sue preposizioni

wow

oltre ad avere una coniugazione irregolare ( e quindi da imparare a memoria 😉 ) questo verbo regge anche diverse preposizioni,

vediamole insieme:

A + IN + DA + AL + Alla +
Città

(Palermo…)

nomi femminili

Classe

gita

chiesa

palestra

camera

spiaggia

chiesa

stazione

prigione

pensione

persone

Da marco

nomi maschili

Mare

bar

ristorante

Museo

teatro

all’evento

Concerto

allo stadio

nomi femminili (che indicano qualcosa di specifico)

alla mostra ( di Guttuso)

alla festa ( di Paolo)

alla recita ( di mia figlia)

alla serata ( organizzata da Mario)

Verbi (studiare, lavorare, fare…) -CIA

farmacia

-TECA

Biblioteca discoteca

da + articoli + professioni :

Dal medico

Dall’ingegnere

Dalla sarta

Dallo psicologo

Casa

scuola

letto

pranzo

cena

-RIA

Libreria erboristeria

pasticceria

panineria

-vocali (m e f)

Edicola, ufficio

PAESI e CONTINENTI:

Italia

Europa

Danimarca

Venezuela

Maschili in -orio -ale

ambulatorio

obitorio

consultorio

laboratorio

ospedale

tribunale

 

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Ferragosto in Italia…e nel mondo

ferragosto

Il giorno 15 agosto cade una tradizionale festività italiana, di origine antichissima, denominata Ferragosto

Il nome della festa di Ferragosto deriva dal latino feriae Augustiriposo di Augusto – in onore di Ottaviano Augusto, primo imperatore romano, da cui prende il nome il mese di agosto.

Era un periodo di riposo e di festeggiamenti, istituito dall’imperatore stesso nel 18 a.C., che aveva origine dalla tradizione dei Consualia, feste che celebravano la fine dei lavori agricoli, dedicate a Conso che, nella religione romana, era il dio della terra e della fertilità.

In tutto l’Impero si organizzavano feste e corse di cavalli, e gli animali da tiro, esentati dai lavori nei campi, venivano adornati di fiori. Inoltre, era usanza che, in questi giorni, i contadini facessero gli auguri ai proprietari dei terreni, ricevendo in cambio una mancia.

Anticamente, come festa pagana, era celebrata il 1° agosto. Ma i giorni di riposo (e di festa) erano in effetti molti di più: anche tutto il mese, con il giorno 13, in particolare, dedicato alla dea Diana.


Da festa pagana a festa cattolica.

La ricorrenza fu assimilata dalla Chiesa cattolica: intorno al VII secolo, si iniziò a celebrare l’Assunzione di Maria, festività che fu fissata il 15 agosto. Il dogma dell’Assunzione (riconosciuto come tale solo nel 1950) stabilisce che la Vergine Maria sia stata assunta, cioè accolta, in cielo sia con l’anima sia con il corpo.

Il ferragosto nel mondo

Pur essendo una festa tipicamente italiana, ha acquisito ormai una certa valenza internazionale. Si festeggia infatti in diverse località europee ma non è raro celebrare il ferragosto anche in qualche lontano villaggio turistico nel sud est asiatico.

Al giorno d’oggi, sono molte le località balneari sparse nel mondo che celebrano il ferragosto, soprattutto se molto frequentate da Italiani ma, in generale, il ferragosto si festeggia con modalità diverse.

In Europa

In diversi paesi europei il Ferragosto è un giorno di festa riconosciuto dallo stato, come per esempio avviene in Francia o in Spagna, ma le celebrazioni possono variare di stato in stato. Di seguito riportiamo alcune tra le celebrazioni più significative.

In Spagna

La Spagna è un paese dove la tradizione cattolica è molto forte, pertanto il Ferragosto è una festa religiosa molto importante. In generale, in tutto il paese assisterete ai tradizionali fuochi d’artificio e alle processioni, mentre nelle città più grandi e più frequentate dai turisti, potrete assistere anche a vere e proprie sfilate in abiti tradizionali.

Una delle celebrazioni più importanti del giorno di Ferragosto avviene ad Elche, vicino Alicante, dove l’Assunzione in cielo della Vergine Maria viene rappresentata con “I Misteri di Elx”.

Anche a Siviglia il Ferragosto è molto sentito. Il 15 agosto viene organizzata un’importante processione anche per rievocare l’apparizione in sogno della Vergine de los Reyes proprio a Siviglia. Sono in molti ogni anno i turisti, spagnoli e non, che accorrono qui per assistere alla processione.

In Inghilterra

In Inghilterra non si festeggia il Ferragosto, che è di fatto un normale giorno di lavoro. L’ultimo fine settimana di agosto però è considerato festivo o, come dicono in Inghilterra, è una “Bank Holidays”, pertanto non si va al lavoro.

Irlanda

In Irlanda si festeggia il Ferragosto anche se l’Assunzione viene chiamata anche con il nome gaelico “Féile Mhuire ‘sa bhFomhar”. Secondo un’antica tradizione popolare, fare il bagno a mare a Ferragosto, nonostante le temperature non proprio miti, aiuta stare bene tutto l’anno.

In Svizzera

In Svizzera i festeggiamenti del Ferragosto dipendono dal cantone e dalla presenza o meno della comunità italiana.

In Sud America

Se trascorrerete il Ferragosto in Sud America, in alcuni paesi, incontrerete i festeggiamenti per l’Assunzione. I paesi che in genere celebrano il Ferragosto sono il Costa Rica, la Colombia e il Cile, mentre invece non si festeggia in Brasile, in Argentina e in Perù.

Ovviamente anche qui dipende dalla presenza della comunità italiana che difficilmente rinuncia a festeggiare questo giorno.

India

Per quanto riguarda l’India bisogna fare attenzione a non far confusione. Qui infatti si celebra il 15 di agosto, non per via dell’Assunzione, ma perché è il “Giorno dell’indipendenza”.

L’India infatti ottenne ufficialmente l’indipendenza il 15 agosto del 1947.

Canada

In Canada il 15 agosto è un giorno di festa, si celebra, in un certo senso, la Vergine Maria, ma non l’Assunzione o il classico Ferragosto.

In Canada il 15 agosto si Celebra l’Acadian Day, per ricordare l’Acadia, la prima colonia francese. La Vergine Maria invece viene celebrata in quanto è presente nella bandiera della regione dell’Acadia, che la simboleggia con una stella.

Cina

In Cina non si festeggia il Ferragosto ma può succedere che il 15 agosto coincida con la “Festa del doppio sette”, una sorta di “San Valentino Cinese”.

Stati Uniti

Il giorno di ferragosto a New York, come nel resto degli Stati Uniti non si festeggia, anche se non è da escludere che qualche comunità italiana non decida di festeggiare per conto proprio.

Il lato positivo però è che, non essendo un giorno di festa, troverete i negozi aperti.

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Essere o Avere??

studiare

I verbi ausiliari essere e avere in italiano

I verbi ESSERE e AVERE sono detti verbi ausiliari (dal latino auxilium che significa “aiuto”).

Servono, infatti, a costruire i tempi composti (verbo ausiliare + participio passato) di tutti gli altri verbi.

ESSERE e AVERE sono irregolari… vi presentiamo di seguito il paradigma dei tempi semplici! I tempi composti potete divertirvi a comporli pian piano!

Verbo essere

Indicativo

PRESENTE IMPERFETTO PASSATO REMOTO FUTURO SEMPLICE
IO SONO ERO FUI SARÒ
TU SEI ERI FOSTI SARAI
LUI/LEI* È ERA FU SARÀ
NOI SIAMO ERAVAMO FUMMO SAREMO
VOI SIETE ERAVATE FOSTE SARETE
LORO* SONO ERANO FURONO SARANNO

Congiuntivo

PRESENTE IMPERFETTO
IO SIA FOSSI
TU SIA FOSSI
LUI/LEI* SIA FOSSI
NOI SIAMO FOSSIMO
VOI SIATE FOSTE
LORO* SIANO FOSSERO

Condizionale

PRESENTE
IO SAREI
TU SARESTI
LUI/LEI* SAREBBE
NOI SAREMMO
VOI SARESTE
LORO* SAREBBERO

Participio passato del verbo essere

stato

Gerundio presente del verbo essere

essendo

Imperativo presente del verbo essere

TU SII
LUI/LEI* SIA
NOI SIAMO
VOI SIATE
LORO* SIANO

Verbo avere

Indicativo del verbo avere

PRESENTE IMPERFETTO PASSATO REMOTO FUTURO SEMPLICE
IO HO AVEVO EBBI AVRÒ
TU HAI AVEVI AVESTI AVRAI
LUI/LEI* HA AVEVA EBBE AVRÀ
NOI ABBIAMO AVEVAMO AVEMMO AVREMO
VOI AVETE AVEVATE AVESTE AVRETE
LORO* HANNO AVEVANO EBBERO AVRANNO

Congiuntivo

PRESENTE IMPERFETTO
IO ABBIA AVESSI
TU ABBIA AVESSI
LUI/LEI* ABBIA AVESSI
NOI ABBIAMO AVESSIMO
VOI ABBIATE AVESTE
LORO* ABBIANO AVESSERO

Condizionale del verbo avere

PRESENTE
IO AVREI
TU AVRESTI
LUI/LEI* AVREBBE
NOI AVREMMO
VOI AVRESTE
LORO* AVREBBERO

Participio del verbo avere

Presente Passato
Avente Avuto

Gerundio presente del verbo avere

avendo

Imperativo presente del verbo avere

* Al posto dei pronomi Lui/Lei potete trovare Egli/Ella e al posto di Loro potete incontrare Essi.

TU ABBIA
LUI/LEI* ABBIA
NOI ABBIAMO
VOI ABBIATE
LORO* ABBIANO

L’uso dei verbi essere e avere nella lingua italiana

Prima di vedere come si comportano ESSERE e AVERE nei tempi composti…vediamoli come verbi autonomi!

ESSERE si usa:

 

  • Per dire il proprio nome: “Io sono Paolo”
  • Per indicare la professione: “Lui è insegnante”
  • Per esprimere la propria provenienza: “Noi siamo argentini”
  • Prima di un aggettivo, per descrivere qualcosa o qualcuno: “Voi siete alti”
  • Per esprimere sensazioni emotive: “Sono molto felici insieme”
  • Con il significato di “trovarsi”: “Sono a Palermo” = “Mi trovo a Palermo”

AVERE si usa:

 

  • Per dire la propria età: “Ho 27 anni”
  • Nelle descrizioni, prima di un sostantivo: “Ho i capelli biondi” (AVERE + SOSTANTIVO) = “Sono biondo” (ESSERE + AGGETTIVO)
  • Per esprimere sensazioni fisiche: “Ho fame – ho sete!”
  • Con il significato di “possedere”: “Una mia amica ha una bellissima villa sulla spiaggia in Liguria”

Visita il sito quizlet ed esercitati con le flashcard, imparare diventa facile e divertente!!!!

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Ora vediamo come si comportano i verbi ESSERE e AVERE quando li utilizziamo come ausiliari, cioè all’interno di un tempo composto!

Essere o Avere?

Uno dei problemi più grandi che i non italofoni incontrano nello studio della lingua italiana è la scelta dell’ausiliare nella formazione dei tempi composti. Si dice “sono andato” o “ho andato”? Cerchiamo di capire insieme quando usare ESSERE, quando usare AVERE…e perché l’uno e non l’altro!

Quando usare il verbo avere:

  • Usiamo sempre AVERE prima di un verbo transitivo, vale a dire prima di un verbo che può essere seguito da un oggetto diretto. Per aiutarvi a capire se un verbo è transitivo o meno, potete provare a vedere se il verbo in questione risponde alla domanda “chi/che cosa?”. In caso affermativo il verbo sarà transitivo e voi potrete essere sicuri di usare l’ausiliare AVERE nei tempi verbali composti.

Facciamo qualche esempio:

  • Ho mangiato un piatto una mela

(mangiare è un verbo transitivo perché può essere seguito da un complemento diretto: ho mangiato che cosa? Una mela)

  • Hai letto l’ultimo libro di Camilleri?

(leggere è un verbo transitivo perché può essere seguito da un complemento diretto: hai letto che cosa? il libro…)

  • i ragazzi hanno salutato le fidanzate

(salutare è un verbo transitivo perché può essere seguito da un complemento diretto: i ragazzi hanno salutato chi? Le fidanzate)

  • Si usa sempre AVERE come ausiliare di sé stesso
  • Ho avuto molto da fare questa settimana
  • Usiamo AVERE prima di alcuni verbi intransitivi, vale a dire prima di un verbo che NON può essere seguito da un oggetto diretto, ma che può essere seguito solamente da un oggetto indiretto, preceduto, cioè, da una preposizione.

I principali verbi intransitivi davanti ai quali dobbiamo usare sempre l’ausiliare AVERE sono: accennare a, approfittare di, badare a, bussare a, camminare, cenare, chiacchierare, contribuire a, funzionare, litigare con, mentire, nuotare, parlare, pattinare, pedalare, reagire a, ridere di, rinunciare a, russare, scherzare, sciare, telefonare, tossire, viaggiare…*
Facciamo qualche esempio:

  • Ho telefonato a Marco
  • Avete camminato tanto per raggiungerci?

Quando usare il verbo essere:

  • Usiamo sempre ESSERE:
  • con i verbi riflessivi

Mi sono alzato alle 6 stamattina

  • con i verbi impersonali

Questa cosa è successa tanti anni fa

  • come ausiliare di sé stesso

Sono stato sempre attento a lezione

  • Hanno quasi sempre ESSERE:

i verbi intransitivi (cerca in alto * per le eccezioni!), i quali spesso sono verbi di movimento (andare, tornare…)

o verbi di cambiamento o mantenimento di uno stato (nascere, crescere, diventare, rimanere, morire)

Qualche esempio:

Ieri non sono andato a scuola. Non mi andava!
Perché sei rimasto a casa da solo ieri sera?
Quando sei arrivato in Italia?

Ci sono dei casi in cui i verbi ausiliari essere e avere possono essere usati entrambi, vediamo più nel dettaglio quali sono:

  • con i verbi atmosferici, che indicano quindi le condizioni del tempo (diluviare, piovere, nevicare, grandinare ecc.) possiamo usare indifferentemente ESSERE o AVERE, anche se le grammatiche più tradizionali consigliano di usare solamente l’ausiliare essere
    • Ieri è piovuto
    • Ieri ha piovuto

 

  • davanti ai  verbi dovere, potere, volere è necessario valutare con attenzione l’infinito che segue il verbo modale:
    • 1) se il verbo all’infinito è un verbo transitivo, essere o avere usiamo il verbo ausiliare AVERE
      • Ho dovuto lavare tutta la macchina dopo la gita, era sporchissima!
      • Ho voluto essere il più chiara possibile
      • Ho potuto avere tutto ciò che desideravo da questa vacanza!
    • 2) se il verbo all’infinito è un verbo intransitivo usiamo il verbo ausiliare ESSERE
      • Non è potuta arrivare in tempo perché è dovuta tornare velocemente a lavoro per un’emergenza
  • in italiano esistono molti verbi che possono essere usati sia transitivamente, cioè seguiti da un complemento diretto, sia intransitivamente se seguiti esclusivamente da un complemento indiretto. In questo caso, useremo il verbo ausiliare ESSERE quando questi sono usati in modo intransitivo e il verbo ausiliare AVERE quando, invece, il verbo è usato in maniera transitiva:
    • Sono corso a casa subito dopo il lavoro / Ho corso per 5 km
    • Ho diminuito le dosi di olio giornaliere / I prezzi delle case sono diminuiti moltissimo

 

  • il verbo finire può essere sia transitivo che intransitivo:
  • se si riferisce a un’azione compiuta da un soggetto ( frase attiva) vuole l’ausiliare Avere:
  • Ho finito di mangiare tardi. ( finito di fare che cosa? DI MANGIARE)
  • il professore ha finito la lezione (finito che cosa? LA LEZIONE) quindi significa finire DI fare qualcosa

 

  • Se indica un’azione passiva o impersonale vuole l’ausiliare Essere: il film è finito tardissimo (è terminato , si è  concluso)

 

 

Speriamo di avervi aiutato!!

Lasciate i vostri commenti!!

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Italiano, che passione!!!

Do you want to learn Italian or improve it???

Great…you are in the right place!

I am Italian and I am an italian teacher for foreigners since 2012.

I love my work and that is why I prefer to say that I am a linguistic and cultural ambassador and not just a teacher.

I have lots of experience with young people as well as with adults of all levels (from the basic to the superior level (initial, intermediate, advanced and superior: C2).

Classes are generally OTO (one to one) and focus on the conversation and the needs of each students.

I usually teach both online and in presence…

See you soon!

Quereis aprender italiano???

Soy italiana y soy profesora de italiano para extranjeros desde hace 6 años.

Amo mi trabajo y por eso prefiero decir que soy un embajadora lingüística y cultural y no simplemente que soy una maestra.

Tengo mucha experiencia con jóvenes y adultos de todos los niveles, desde el básico hasta el superior.

Las lecciones son privadas y se enfocan en la conversación y las necesidades de los estudiantes.

Por lo general, mis clases son en línea y en presencia…

Hasta pronto!

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Buon martedì grasso e bye bye carnevale 2019

Buongiorno,

oggi salutiamo il carnevale con questa breve spiegazione sul martedì grasso, perchè è GRASSO???

 

Il Martedì grasso è la festa che conclude la settimana dei sette giorni grassi di carnevale, durante la quale hanno luogo molte celebri sfilate. Precede il mercoledì delle ceneri che segna l’inizio della Quaresima.

In Europa, il fatto che l’usanza cristiana di astinenza durante la Quaresima sia meno praticata che nel passato ha fatto perdere al Carnevale il suo antico collegamento all’aspetto religioso. La tradizione voleva infatti che in questa giornata venissero consumati tutti i cibi più prelibati rimasti in casa, che durante la quaresima non potevano essere mangiati, come la carne.

Per il fatto che si consumavano cibi grassi, l’ultimo giorno di carnevale è detto in Italia Martedì grasso e in Francia Mardi gras.

Durante il Martedì grasso è usanza mascherarsi in vario modo e sfilare per le strade cittadine; ogni regione italiana ha le sue maschere tipiche.

Martedì grasso era l’ultimo giorno in cui si potevano gustare i tipici dolci di carnevale tra cui le chiacchiere, note anche come maraviglias, cenci, bugie, stracci, frappe, galani, sossole, cròstoli, fiocchetti e sfrappole nelle diverse regioni italiane.

In Germania (e in particolare nella valle del Reno), oltre che in quasi tutti i paesi scandinavi, il giorno più importante del Carnevale non è il martedì che precede il Mercoledì delle Ceneri, bensì il lunedì. È conosciuto come Rosenmontag (= lunedì delle rose) in Germania e Bolludagur o Semladag in Svezia dal nome del dolce tipico di questo giorno, il Semla.

La vida es un carnaval – youtube

Pubblicato in: Accadde oggi..., curiosità

Il significato di “4 marzo 1943”, capolavoro di Lucio Dalla, censurato per Sanremo

A sette anni dalla morte del grandissimo cantautore italiano (1 marzo 2012) Lucio Dalla, voglio ricordarlo e celebrare la sua nascita (4 marzo 1943) con questa meravigliosa canzone che potrete ascolare cliccando sul link.

Una delle canzoni più amate di Lucio Dalla è “4 marzo 1943”, che in origine doveva chiamarsi “Gesubambino”, ma che per colpa della censura prese come titolo la data di nascita del cantante, e fu censurata per poter gareggiare al Festival di Sanremo.

Doveva chiamarsi “Gesubambino”, tutto attaccato, e invece a causa della censura che la colpì in più parti, una delle canzoni più amate del repertorio di Lucio Dalla prese il nome di “4 marzo 1943” lasciando alle parentesi, e comunque alla memoria storica, quello originale che non era adatto per essere portato a Sanremo, dove il cantante bolognese si sarebbe piazzato in terza posizione

Ma andiamo con ordine, perché dopo averlo ricordato, l’1 marzo – giorno in cui scomparve in un albergo di Losanna -, Lucio Dalla viene festeggiato ogni 4 marzo, giorno della sua nascita e di un titolo che gli è, giustamente, rimasto incollato addosso per una canzone che non era autobiografica e che ha avuto diverse modifiche, come ha spesso raccontato Paola Pallottino, che di quel pezzo fu coautrice.

il titolo originario “Gesubambino” “voleva essere un mio ideale risarcimento a Lucio per essere stato orfano dall’età di 7 anni. Doveva essere una canzone sull’assenza del padre, ma poi è diventata una canzone sull’assenza della madre. Lucio la cantò la prima volta dal vivo nel dicembre del ’70 al teatro Duse di Bologna. Piacque così tanto che i discografici della Rca decisero di portarla a Sanremo. Fu il suo primo grande successo, ma Lucio ne rimase anche un po’ prigioniero”.

Uno dei versi più controversi era quello che diceva: “E anche adesso che bestemmio e bevo vino, per ladri e puttane sono Gesù Bambino” che però diventò. come noto: “E ancora adesso che gioco a carte e bevo vino, per la gente del porto mi chiamo Gesù Bambino”, in un cambiamento che non convinse l’amica così come non la convinse la partecipazione a Sanremo, ma la Storia avrebbe detto che in fondo le scelte del cantante erano state favorevoli.

La canzone ha dunque tre versioni, quella originale, quella censurata e quella che fu presentata nel tour di “Banana Repubblic” assieme a Francesco De Gregori. E proprio quest’ultimo ha voluto rendere nuovamente omaggio alla canzone, riproponendola nel suo ultimo album live “Sotto il vulcano”, mantenendosi, però, fedele alla versione censurata: “Preferisco questa, più dolce e connessa al senso di maternità che esprime la canzone. L’ho fatta solo quella sera, eravamo vicini alla casa di Lucio sull’Etna e me lo sono immaginato giovane, circondato da un’aura come in quel Festival di Sanremo del 1971. È stata una sensazione di gioia, non di dolore o rimpianto” ha dichiarato il cantautore.

La canzone, nella versione più nota, è introdotta da violino di Renzo Fontanella, che faceva parte del primo gruppo del cantante, ed è una delle caratteristiche di un brano che risultò, da subito, amatissimo anche all’estero, soprattutto nei paesi in lingua spagnola, grazie alle versioni di Maria Betania e Chico Buarque de Hollanda, ma a rifarla, quasi subito, fu anche Dalida.
Il testo di 4 marzo 1943

Dice che era un bell’uomo e veniva, veniva dal mare
parlava un’altra lingua, però sapeva amare
e quel giorno lui prese a mia madre, sopra un bel prato
l’ora più dolce, prima d’essere ammazzato.
Così lei restò sola nella stanza, la stanza sul porto
con l’unico vestito, ogni giorno più corto
e benchè non sapesse il nome e neppure il paese
mi aspettò come un dono d’amore, fino dal primo mese.
Compiva sedici anni, quel giorno la mia mamma
le strofe di taverna, le cantò a ninna nanna
e stringendomi al petto che sapeva, sapeva di mare
giocava a far la donna, col bambino da fasciare.
E forse fu per gioco, e forse per amore
che mi volle chiamare, come Nostro Signore
della sua breve vita il ricordo, il ricordo più grosso
è tutto in questo nome, che io mi porto addosso
e ancora adesso che gioco a carte e bevo vino
per la gente del porto io sono, Gesù Bambino
e ancora adesso che gioco a carte e bevo vino
per la gente del porto io sono, Gesù Bambino