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Che cos’è la certificazione di italiano?

Lingua italiana obbligatoria per la cittadinanza nel decreto-salvini

La certificazione di italiano è un documento che “certifica” il livello di conoscenza della lingua italiana ed è ufficialmente riconosciuto a livello internazionale.
La certificazione è diversa dall’ “Attestazione” che viene rilasciata dai Centri Territoriali Permanenti per il Permesso di soggiorno a punti o per il Permesso CEE per soggiornanti di lungo periodo (ex carta di soggiorno).

A che cosa serve la certificazione di italiano?
Avere un documento ufficiale che indica il livello di conoscenza dell’Italiano aiuta nello studio e nel lavoro, può servire per proseguire la formazione iniziata nel proprio Paese e per trovare un lavoro migliore. Le aziende che decidono di assumere personale straniero, preferiscono le persone che sanno comunicare in Italiano senza troppe difficoltà.

Come si ottiene la certificazione?

Per ottenere la certificazione bisogna superare un esame del livello di italiano che pensi di avere raggiunto.
L’esame di lingua è composto di solito da quattro prove: ascolto, lettura, scrittura e parlato.


Chi rilascia la certificazione di italiano?

La certificazione di italiano come lingua straniera (livelli A1, A2, B1, B2, C1, C2) può essere rilasciata dai quattro enti riconosciuti dal Ministero degli Interni e dell’Istruzione:
– L’Università per Stranieri di Siena rilascia la certificazione CILS
– L’Università per Stranieri di Perugia rilascia la certificazione CELI
– L’Università degli Studi Roma Tre rilascia la certificazione CERT.IT
– La Società Dante Alighieri rilascia la certificazione PLIDA 


Quanto costa fare la certificazione?
Di seguito riportiamo i costi generali della certificazione. Sottolineiamo il fatto che spesso i centri di esame attuano prezzi ridotti per gli studenti che hanno frequentato i loro corsi.

Riportiamo qui di seguito una tabella con i costi indicativi delle diverse certificazioni. Per dettagli e precisazioni si consiglia di consultare i relativi siti.

I costi delle certificazioni

LIVELLI CILS CELI IMMIGRATI CELI STANDARD PLIDA ROMA3
A1 40,00 15,38 100,00 60,00
A2 40,00 30,00 100,00 60,00 40,00
B1 90,00 35,00 100,00 80,00 80,00
B2 105,00 100,00 90,00 140,00
C1 135,00 100,00 130,00
C2 160,00 100,00 130,00 200,00
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La concordanza dei tempi nella frase

studiare

concordanza tra indicativo e congiuntivo

Frase principale (indicativo)
Frase subordinata (congiuntivo)
Penso che… (ipotesi sul futuro) posteriorità

(congiuntivo presente o futuro semplice)

Parta domani / partirà domani

Penso che… (ipotesi sul presente) contemporaneità

congiuntivo presente (anche nella forma progressiva)

Parta tra poco / stia partendo

 

Penso che… ( ipotesi sul passato) anteriorità

congiuntivo passato

Sia partito ieri

Attenzione!!!!

delle volte possiamo usare il congiuntivo imperfetto anche con un presente indicativo per esprimere un’azione tipica, un’ipotesi o sensazione, o una condizione atmosferica:

– immagino cha da bambino andassi sempre al mare, visto che abiti in Sicilia. (azione tipica)

– immagino fosse stanco, per questo non è venuto ieri (ipotesi – sensazione)

– immagino facesse freddo in montagna ( condizione atmosferica)

Dunque…

  • il congiuntivo presente si forma dalla prima persona del presente indicativo:

per esempio il verbo FARE ( faccio)

  • la 1°, la 2° e la 3° persona singolare hanno la stessa desinenza
  • i verbi in -care (cercare) e -gare (pagare) prendono un’ H (per esempio il verbo cercare: cerchi,cerchi, cerchi, cerchiamo, cerchiate, cerchino)
  • ci sono congiuntivi irregolari: ESSERE AVERE STARE DARE ANDARE VENIRE VOLERE DOVERE POTERE SAPERE
Essere Avere Dare Stare Andare Venire Volere Potere Dovere Sapere
sia voglia
stia debba
vada possa
abbiamo
diate sappiate
vengano

Congiuntivo passato

è il tempo composto del presente

si forma con l’ausiliare (essere o avere) al presente del congiuntivo + participio passato* (-ato, -uto, -ito)

*ricorda che esistono participi irregolari se non te li ricordi vai a ripassarli!!!

Congiuntivo imperfetto

PARL – ARE CRED – ERE DORM – IRE
ASSI ESSI ISSI
ASSI ESSI ISSI
ASSE ESSE ISSE
ASSIMO ESSIMO ISSIMO
ASTE ESTE ISTE
ASSERO ESSERO ISSERO

Congiuntivi imperfetti irregolari:

essere: fossi

dare: dessi

stare: stessi

congiuntivo trapassato

è il tempo composto del congiuntivo imperfetto!

Ausiliare all’imperfetto del congiuntivo + participio passato

concordanza tra tempi passati dell’indicativo e tempi passati del congiuntivo

Frase principale Frase subordinata
Pensavo/ho pensato che… (congiuntivo imperfetto)

Partisse/ Stesse partendo (ipotesi contemporanea)

(congiuntivo trapassato)

Fosse già partito (ipotesi anteriore)

(condizionale composto) / (congiuntivo imperfetto

sarebbe partito dopo / partisse dopo (ipotesi posteriore)

Avevo pensato che…

giurerei che…

avrei giurato che…

(congiuntivo trapassato)

Fosse già partito

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verbi pronominali??? questa non me l’aspettavo!

stupore 2

iniziamo la settimana con un argomento nuovo ma molto utile, buona lettura…

I verbi pronominali, sono verbi a cui viene aggiunto un pronome.

L’uso del pronome, in questo, caso serve a rafforzare o cambiare il significato del verbo.

Tra i verbi pronominali, i più conosciuti sono quelli riflessivi caratterizzati dal suffisso -SI dell’infinito ( lavar-si, metter-si, vestir-si) e dai pronomi riflessivi presenti nelle coniugazioni ( mi – ti – si – ci – vi – si); ma i verbi pronominali, in italiano, sono molto numerosi e molto usati sia nel parlato che nello scritto, inoltre sono tutti fortemente espressivi e quindi rendono la lingua molto viva e colorita.

Vediamo un po’…

i pronomi semplici usati nella costruzione di questi verbi sono sono -ci, -la, -le, -ne.


Ci sono poi verbi pronominali composti dalla particella CI + un altro pronome come -LA o -NE (-
cela, –cene*)

ci sono, infine, verbi pronominali composti sulla base di una forma riflessiva ( -SI) più un altro pronome (-sela, –sene*).

*ricorda che nei pronomi combinati il primo pronome prende la E (CI >CE) (SI>SE), se non te lo ricordi ti consiglio di ripassare i pronomi combinati!!!!

Esistono tanti altri verbi pronominali:

PRONOME

ESEMPI

CI

andarci, arrivarci, cascarci, correrci, entrarci, esserci, metterci, perderci, rimetterci, ripensarci, scapparci, sentirci, starci, vederci, volerci, provarci

NE

andarne, farne, darne, volerne, poterne

LA

farla, contarla, finirla, piantarla, spuntarla, smetterla

LE

darle, prenderle

CELA

avercela, farcela, mettercela

CENE

corrercene, volercene,

**SELA

cavarsela,  aspettarsela, cercarsela, contarsela, darsela, farsela, filarsela, godersela, intendersela, passarsela, prendersela, , sbrigarsela, sentirsela, spassarsela, svignarsela, tirarsela, ridersela

**SENE

andarsene, fregarsene, intendersene, restarsene, rimanersene, starsene, tornarsene, venirsene, infischiarsene

** il pronome SI (che quando è un composto diventa -SE) va coniugato come un riflessivo: (chiamarsi), a differenza del pronome -CI che rimane invariato

Andarsene:

Io me ne vado

Tu te ne vai

Lui/ lei se ne va

Noi ce ne andiamo

Voi ve ne andate

Loro se ne vanno

Ecco qualche esempio di verbi pronominali con significato autonomo:

Andarsene:

dileguarsi lentamente, svanire (la neve se ne sta andando),

passare, trascorrere ( ogni estate se ne va alla Maldive, che fortuna!)

con valore intensivo, lasciare il luogo dove si è, allontanarsi (Se ne è andato da casa senza dire nulla);

in senso figurato, lasciare la vita, morire ( se n’è andato all’eta di 90 anni)

Arrivarci:

capire

Aspettarsela:

rimanere sorpresi di fronte ad un evento imprevisto e non calcolato (Non me l’aspettavo da te questa!).

Avercela:

essere arrabbiati per qualcosa con qualcuno (Ce l’ho con lui);

rivolgersi parlando verso qualcuno che non ci ascolta o è distratto (Ei…ce l’ho con te, mi ascolti?)

Battersela/ Svignarsela:

scappare, fuggire via da una situazione, in modo veloce (Noi ce la battiamo, qui le cose si fanno pericolose!)

Bersela:

credere in qualcosa di falso, accettare per vera una bugia (È talmente scemo che se le beve tutte!)

Cavarsela:

Riuscire in qualche modo, bene o male, a fare qualcosa

(sai parlare inglese?

…me la cavo!)

Farcela:

riuscire ad avere successo.

Infischiarsene:

non interessarsi assolutamente di qualcosa (Me ne infischio di dove vai, non mi interessi più!)

Mettercela tutta:

impegnarsi al massimo

Non poterne più:

essere stufo/stanco di qualcosa/qualcuno

Non entrarci:

non essere responsabile per qualcosa

Prendersela:

arrabbiarsi/offendersi

Rimanerci male:

essere deluso, amareggiato

Sentirsela:

subire un’offesa/ sentirsi offesi da qualcuno

spassarsela:

divertirsi moltissimo

Starci:

essere d’accordo (Va bene ci sto, però paghi tu!)

Volerci:

essere necessario (Ci vorrebbero due vite per riuscire a sopportarti!)

Pubblicato in: Accadde oggi...

27 gennaio giorno della “memoria”

Mi sa che soffriamo un po’ tutti di amnesia o memoria corta

Uno sguardo al presente per non dimenticare

Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria. Un giorno nato per ricordare le vittime dell’Olocausto e, soprattutto, per interrogarsi sul perché della Shoah e della discriminazione dell’uomo contro altri uomini. Ecco cosa dovete conoscere per capire.

Anche quest’anno, 27 gennaio 2019 si celebra il Giornata della Memoria. È  una ricorrenza importante: ogni anno, nel mondo, in questo giorno vengono ricordati 15 milioni di vittime dell’Olocausto (leggi sotto) rinchiusi e uccisi nei campi di sterminio nazisti prima e durante la Seconda Guerra mondiale. Sei milioni di morti,  durante l’Olocausto,  appartenevano al popolo ebreo: il loro genocidio viene chiamato Shoah.

Vengono chiamati genocidio gli atti commessi dall’uomo con l’intenzione di distruggere un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso.

L’Olocausto e la Shoah sono stati genocidio con metodi scientifici, messo in atto da parte della Germania nazista fino al 27 gennaio 1945, quando i carri armati dell’esercito sovietico sfondano i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz in Polonia. Da quel giorno, questo campo è diventato il luogo simbolo della discriminazione e delle sofferenze di chi è stato internato solo perché ebreo o zingaro o omosessuale o anche, semplicemente, perché si trattava di una persona con idee politiche diverse da quelle di chi era al potere.

Ricordare le vittime di quegli anni lontani può sembrare qualcosa che non vi tocca direttamente, in realtà non è così.

Il perché della Giornata della Memoria

La Giornata della Memoria non serve  solo a commemorare quei milioni di  persone uccise crudelmente e senza nessuna pietà ormai quasi 80 anni fa. Serve a ricordare che ogni giorno esistono tante piccole discriminazioni verso chi ci sembra diverso da noi. Spesso noi stessi ne siamo gli autori, senza rendercene conto. La Giornata della Memoria ci ricorda che verso queste discriminazioni non alziamo abbastanza la voce e che spesso, per comodità e opportunismo, ci nascondiamo  in quella che gli storici chiamano la zona grigia. Si tratta di una zona della mente e del nostro comportamento, a metà tra il bianco e il nero, tra l’innocenza e la colpevolezza.

In questa zona ad avere la meglio, alla fine, è l’indifferenza per chi viene isolato e non accettato.  Per evitare che una tragedia come quella dell’Olocausto si ripeta occorre ricordare e soprattutto capire. Uno strumento importante per farlo è quello di ascoltare la viva voce dei testimoni e di chi è stato direttamente coinvolto negli avvenimenti. Per questo esiste un canale della Rai  dedicato alle testimonianze dei sopravvissuti ai campi di concentramento.

Chiudiamo questo articolo con il racconto che Liliana Segre (sopravvissuta al lager di Auschwitz e il 18 gennaio scorso nominata senatrice a vita dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella), ha fatto ai ragazzi il 27 Gennaio del 2012 al conservatorio di Milano. Questa donna è una dei 776  bambini italiani più piccoli dei 14 anni che furono deportati nel campo di concentramento di Auschwitz. Oltre a lei, solo altri 24 bambini tornarono a casa vivi, alla fine della Seconda Guerra mondiale.

Tratto da: https://www.focusjunior.it/scuola/storia/giorno-della-memoria-risorse-per-capire-cosa-sono-stati-la-shoah-e-l-olocausto/

Pubblicato in: Italian pills

Il congiuntivo nelle frasi non autonome

wow

Ricorda che il congiuntivo può essere usato in frasi NON autonome.

Queste frasi sono collegate alla principale tramite delle parole dette CONNETTIVI

(Se hai bisogno di una rispolverata ti consiglio di leggere l’articolo del blog cLic! :

https://clic2learn.wordpress.com/2018/11/18/pensi-che-il-congiuntivo-sia-morto-e-invece-no/)

oggi ripassiamo l’uso di Malgrado!!

Si usa per introdurre una frase che esprime un contrasto rispetto a ciò che si dice in un’altra frase per questo si dice che introduce una frase concessiva

Esempi:

Malgrado ti sia comportata male ti do/ concedo il permesso di uscire

Malgrado ci sia il sole, fa ancora molto freddo

Malgrado abbia studiato poco ha superato l’esame!

(è possibile anche usare i sinonimi: nonostante, benché… abbia studiato poco ha superato l’esame)

il significato della frase è: Anche se ha studiato poco ha superato l’esame!

Pubblicato in: Senza categoria

Buoni propositi per il 2019

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Pubblicato in: Italian pills

Indicativo o Congiuntivo? Esercitiamoci!!!

Esercitiamoci

In queste frasi ci sono 11 errori (un errore in ogni frase) e 3 frasi corrette. Trova gli 11 errori nell’uso

dell’indicativo e del congiuntivo con i connettivi e riscrivi le frasi.

1. Ho fatto una passeggiata nel parco nonostante pioveva.

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2. Se arriveresti prima dell’inizio del film, potremmo fare un aperitivo insieme.

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3. Dario ha deciso di andare in vacanza anche se non abbia molti soldi.

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4. Sebbene Marco era molto stanco, è andato in piscina ad allenarsi.

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5. Ti presto la macchina purché tu mi fai benzina.

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6. Il professore parlava con il microfono perché tutti gli studenti potevano sentirlo.

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7. Siete riusciti ad arrivare in banca prima che chiudeva?

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8. Parlava lentamente come se non capissi quello che stava dicendo.

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9. Dopo che abbiate finito di fare i compiti, potete guardare la TV.

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10. Siccome non conoscessi nessuno, ieri sera alla festa di Marta mi sono annoiato.

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11. Lucia non è andata al lavoro perché non stava bene.

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12. Non riesco a venire al cinema stasera a meno che non esco prima dall’ufficio.

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13. Fa ancora molto caldo malgrado è già ottobre.

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14. Mia figlia può uscire con i suoi amici a patto che rientri prima di mezzanotte.

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Mandateci le vostre risposte nei commenti in basso!!!

Buon lavoro!